Archibrutture a Torino: un monumento ambiguo


Provincialismo culturale: Un’opera per Torino ?

Un esempio di provincialismo culturale: affidarsi a una grande firma a qualunque costo (e parlando di costo ci riferiamo anche ai soldi spesi).

E’ una realizzazione che non piace, forse sarebbe stato meglio seguire l’esempio di Washington dove per il monumento ai caduti del Vietnam il progetto scelto è stato quello di una studentessa universitaria di 21 anni, Maya Lin, non certo una grande firma, che con il suo lavoro ha commosso l’America.

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8 risposte a Archibrutture a Torino: un monumento ambiguo

  1. dentista irritato scrive:

    Un inutile monumento al niente: certo non celebra la città, nè la sua storia, nemmeno la sua gente. E’ il nulla mattonato. Fortunatamente è poco visibile, peccato però che sia costato un bel po’ di quattrini e continui a pesare sulle nostre tasche per la manutenzione. E poi leggo che si vuole chiudere il Museo d’Arte Orentale perchè non ci sono soldi.

  2. Carla scrive:

    C’è da chiedersi quale sia la ragione che spinge l’intelletto umano a ricercare con forza inaudita il brutto pagandolo come se fosse la più grande opera del creato.

  3. Cristiano scrive:

    Non l’ho mai capito. Appena costruito, passando per Largo Orbassano, credevo che fosse un posto di controllo GTT con ancora gli interni da terminare. Poi mi resi conto che era terminato… :-0

  4. il falchetto pellegrino scrive:

    Non sono molto d’accordo su Largo Orbassano, le altre mi sembrano critiche ineccepibili.
    C’è da dire che, probabilmente, lo scempio del Fila sarebbe quello a cui si potrebbe porre rimedio più in fretta e con meno spesa.

  5. Napoleone scrive:

    Di tutte le architetture qui citate è quella che mi turba meno, sempre criticandone l’esosità del costo e l’inutilità della grande firma. Le piazze necessitano per la gradevolezza dello sguardo di un centro “di gravità permanente” direbbe Bennato. E sin qui nulla di nuovo, tutti i monumenti equestri e non nei secoli lo hanno confermato. Pertanto osservando questa specie di Colosseino rettangolare dai vari corsi affluenti in Largo Orbassano lo si vede e fa da punto di riferimento, così come. mutatis mutandis, “il Monumento” è faro della confluenza tra i corsi Galfer e Vittorio Emanuele.

  6. Federico Bordiga scrive:

    Dopo aver speso un bel po’ di quattrini per quest’opera che ha come (unica ?) prerogativa quella di essere stata disegnata da un autore famoso, non è rimasto qualche spicciolo per realizzare una targhetta che spieghi di che cosa si tratta, chi l’ha fatta, cosa vuol significare?

  7. Pasquale Imparato scrive:

    Credo che potrebbe avere una utilità solo come cesso pubblico montando un orinatoio a muro ed un paravento sotto ognuna delle arcate e magari anche
    dei contenitori per la raccolta delle deiezioni canine sulla linea mediana a beneficio di quei pochi che le raccolgono e poi non sanno come eliminarle ,

  8. mauro scrive:

    Per Pasquale Imparato mi hai quasi tolto le parole dalla tastiera io volevo scrivere “che cesso!” ma senza proporre inutili modifiche.

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